MA QUALE AFRICA SPACCATA…IN KENYA E’ SOLO EROSIONE


Non una bufala, ma un’interpretazione semplicistica e affrettata per “fare notizia”.
Questa la verità sulla spaccatura del terreno nella Rift Valley del Kenya, apparsa qualche settimana fa. Notizia che ha alimentato congetture pseudo-scientifiche sul distaccamento del terreno (che se anche fosse, avverrebbe tra 50 milioni di anni…) e sulla formazione di un nuovo Continente.
E’ stato scritto che le fratture sarebbero la testimonianza in superficie della spaccatura della crosta terrestre, che in quell’area allontana una parte dell’Africa verso l’Oceano Indiano.
Ovviamente, non è vero.
Si tratta semplicemente di un fenomeno di erosione dovuta dalle forti piogge di marzo, e dell’improvviso sprofondamento del terreno sottostante la superficie.
E’ semplice per un esperto arrivare a tale conclusione.
Per prima cosa le spaccature non sono continue, ma vi sono anzi lunghi tratti dove il suolo è in buone condizioni. In secondo luogo, come detto, il fenomeno è avvenuto dopo un periodo di forti piogge, che hanno eroso strati sotterranei di materiale vulcanico incoerente (non compatto). Anche la visione satellitare, come appunta la rivista “Focus”, conferma questi dati.
Niente di così diverso da quello che accade da noi a Roma.
Nessuno smottamento tettonico, quindi, anche perché solitamente questi fenomeni vengono abbinati a uno sciame sismico. Invece a Nairobi e dintorni nei giorni dell’erosione, non sono stati registrati terremoti, nemmeno minori. Semplicemente, la zona è vulcanica quindi già per conto suo a rischio erosione.
Insomma, l’Africa si dividerà, forse, ma probabilmente, prima sarà l’uomo a creare alla Terra casini ben più grandi.

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