IL KENYA NON E’ NELLE 10 METE TURISTICHE RITENUTE A RISCHIO TERRORISMO

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Dopo le paure delle ultime due stagioni, il Kenya torna a non essere una delle mete sconsigliate dal nostro Ministero degli Esteri, da quelli dei maggiori Paesi europei e dalle agenzie di viaggi internazionali per il turismo invernale.
E’ il quotidiano “Corriere Della Sera” a riportare la graduatoria delle dieci mete più pericolose secondo gli esperti, basandosi sui dati delle ultime settimane.
Ovviamente svetta l’Egitto, che in questo momento è assolutamente tabù per tutti, con migliaia di turisti internazionali rimasti addirittura a piedi ed altrettanti che non vogliono più partire per le mete sognate e prenotate, Sharm El Sheikh, Marsa Alam e Hurgada. Seguono i due stati magrebini moderati che proprio per questo continuano ad essere sotto tiro dell’estremismo islamico: la Tunisia recentemente colpita da due attentati (Museo del Bardo a Tunisi e resort sulla spiaggia di Hammamet) e il Marocco che comunque si è lasciato alle spalle da mesi gli attentati in locali pubblici a Casablanca.
Poi c’è la Turchia, scossa nei giorni scorsi da un grave attentato attribuito all’Is, durante una manifestazione Curda. La recente rielezione del premier Erdogan, con maggioranza assoluta, potrebbe riportare equilibri che si erano un po’ persi, ma anche rendere più agguerrita l’opposizione.
Dei giorni scorsi è anche la notizia dell’instabilità politica delle Maldive. La Farnesina ha sconsigliato di uscire dai resort, ma più che altro viene definito pericoloso atterrare nella capitale, anche se poi si soggiornerà su altre isole ed atolli.
Segnalati anche Indonesia e Malesia, sempre per il forte impulso nazionalista degli islamici, la Libia che ormai non deve essere nemmeno considerata più una meta turistica, lo Yemen dove al terrorismo si aggiunge la piaga dei rapimenti ai danni di stranieri. Infine una “new entry”, il Montenegro, dopo che nella capitale Podgorica si sono verificati incidenti e lo stesso Governo ha lanciato l’allarme di nuclei terroristici di matrice mussulmana.
La notizia, quindi, è vedere come il Kenya finalmente non sia stato citato tra le mete più pericolose.
Evidentemente la campagna d’immagine e chiarezza messa in atto dal Governo e dal Kenya Tourist Board, l’iniziativa Make It Kenya e le rassicurazioni date ultimamente dall’intelligence americana e da quella britannica, che hanno tolto i loro “travel advisory”, sta dando i risultati sperati.
L’assoluta mancanza di attentati, riusciti o sventati, nel 2015, è un dato di fatto. Anche se c’è molto ancora da fare, specialmente a livello nazionale per evitare che lo scontento giovanile, dettato anche da disoccupazione e degrado urbano, possa sfociare in arruolamenti da parte della resistenza somala di Al Shabaab, trasformando la protesta delle nuove generazioni keniane, attirate anche da veri e propri stipendi e dall’imparare le tecniche militari, in pericolo per la nazione.

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